Microfibra

Microfibra, secondo la  a norma UNI 10714 dell’aprile 1999, è il nome commerciale di un’ampia gamma di tessuti realizzati a partire da filati con titolo massimo di un denaro. Il denaro (o danaro) è una sottounità di misura della densità lineare dei filati e si esprime in chilogrammi su metri (kg/m) e sui relativi sottomultipli. Data la particolare sottigliezza delle fibre tessili, il denaro equivale al nono di 1 Tex (1 grammo per ogni chilometro) e vale un grammo per novemila metri di filato. La microfibra, quindi è un tessuto ottenuto con filati che pesano (a singolo filo) meno di un grammo ogni novemila metri. Grazie all’estrema sottigliezza della microfibra, i filati da essa ottenuti possono essere formati da numerosissimi fili ritorti o intrecciati tra loro (trefoli) e i tessuti prodotti con essa, risultano  più compatti, più resistenti all’usura e dai colori più vivaci, brillanti e duraturi.

I prodotti d’abbigliamento e le calzature in microfibra, vengono tessuti analogamente a quelli in fibra naturale, ma risultano in capi straordinariamente traspiranti, dalla grande capacità idrorepellente, dalla facile lavabilità e dalla rapida asciugatura. Capi e calzature in microfibra risultano estremamente comodi da indossare, isolanti termicamente, durevoli e resistenti all’usura.

La norma UNI 10714, relativa proprio a “Materiali di rivestimento di non tessuto a base di microfibre. Requisiti e metodi di prova”, impone l’utilizzo del termine “Microfibra” unitamente al polimero originario, impiegato per la produzione del filato, come “poliestere microfibra” e così via.

 

 

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